██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Visconti
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwdaCasato dei Visconti è una delle più antiche e illustri famiglie mwdqnobili mwdgitaliane, attestata sin dalla fine del mwdwX secolo nel territorio dell'mweaItalia settentrionale, dove venne infeudato l'omonimo mweqDucato Visconteo con capitale mwegMilano.
I Visconti furono Signori di Milano dal mwfa1277 al mwfq1395, anno in cui il sovrano del mwfgSacro Romano Impero mwfwVenceslao di Lussemburgo conferì a mwgaGian Galeazzo Visconti il titolo di mwgqmwggDuca di Milano, nonché vicario imperiale.
Il ramo principale dei Visconti dominò la scena politica dell'mwhaItalia settentrionale fino al mwhq1447, alla morte senza eredi legittimi di mwhgFilippo Maria Visconti; ad essi subentrarono gli mwhwSforza, per il matrimonio di mwiaFrancesco Sforza con mwiqBianca Maria Visconti, figlia legittimata dell'ultimo Duca.
Contents
• Storia
• Origini
• Stemma
• Dimore
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Origini
I Visconti erano i signori di mwoqMassino, luogo strategico sulle alture occidentali del mwoglago Maggiore e del mwowfiume Ticino, in cui risultano presenti dal mwpaXII secolo come mwpqvassalli arcivescovili.
Il cognome della famiglia deriva dal latino mwpwvice comitis, che significa "nelle veci dei conti", cioè "viceconti", dal latino mwqavice (mwqqabl.) 'al posto (di)' e mwqgcomes, comitis 'conte' (originariamente 'compagno, associato'), espressione che indicava un vassallo e compagno di armi del re o dell'imperatore, nella fattispecie dell'mwqwimperatore del Sacro Romano Imperocite-ref-2[2].
Sono spesso ricorrenti nei documenti storici due capostipiti della famiglia: mwsqEriprando I Visconti e Valderico Visconti (dell'mwsw863)cite-ref-autogenerato4-3-0[3].
In termini storici si ritiene che si trattasse di una delle famiglie di mwuqcapitanei che l'mwugarcivescovo mwuwLandolfo investì dei mwvafeudi detti mwvqcaput plebis. La documentazione relativa risale al mwvg1157 e da essa risulta come i Visconti fossero titolari del mwvwcapitanato di Marliano (l'odierna mwwaMariano Comense). In epoca coeva, comunque prima del mwwq1070, ottennero l'ufficio pubblico di mwwgvisconte, che poi diventò ereditario in tutta la discendenza maschile.cite-ref-4[4] Alla funzione di visconti, o vicari del conte, si collega l'adozione dell'insegna recante un drago che ingoia un fanciullo, tuttora nello stemma del mwxwComune di Milano.
Ben presto la famiglia si suddivise in diversi rami, alcuni dei quali investiti di feudi lontani da Milano, mentre il ramo che diede alla città la dinastia signorile e poi ducale viene fatto discendere da mwyqUberto, deceduto nella prima metà del mwygXIII secolocite-ref-5[5].
Suo figlio mwaaOttone fu investito da mwaqPapa Urbano IV dell'arcivescovato di Milano il 22 luglio 1262cite-ref-6[6]cite-ref-varese-7-0[7] e, appoggiato dai suoi capitanei e mwcgvalvassori, sostenne una lunga lotta contro la fazione popolare capeggiata dai mwcwDella Torre, contro i quali prevalse a mwdaDesio nel mwdq1277. Egli fece eleggere mwdgcapitano del popolo, nel mwdw1287, il pronipote mweaMatteo I, a cui l'imperatore eletto mweqRodolfo I concesse il vicariato imperiale nel mweg1288. La resistenza dell'opposta parte condusse all'mwewesilio visconteo nel mwfa1302; tuttavia nel mwfq1310, grazie al supporto del nuovo imperatore mwfgEnrico VII, i Visconti rientrarono in Milano.
La reazione guelfa e pontificia non si fece attendere, conducendo Matteo I ad mwgaabdicare a favore del figlio mwgqGaleazzo I, che la fronteggiò valorosamente finché fu preso prigioniero da mwggLudovico il Bavaro (mwgw1327). Dei fratelli di Galeazzo I, Marco fu mwhacondottiero, mentre Luchino e Giovanni assursero alla signoria dopo la morte di Azzone, figlio di Galeazzo I, che l'aveva riavuta nel mwhq1329. Luchino Novello, figlio di Luchino, venne fatto escludere dalla signoria da Giovanni. La mwhgdinastia fu continuata dalla progenie di Stefano, figlio di Matteo, i cui tre figli Matteo II, mwhwGaleazzo II e Bernabò, le diedero lustro e potenza.
A Galeazzo II succedette nel mwiq1378 il figlio mwigGian Galeazzo, che nel mwiw1385 fece prigioniero lo zio Bernabò, di cui aveva sposato in seconde nozze la figlia Caterina, e nel mwja1395 fu nominato mwjqDuca di Milano dall'imperatore mwjgVenceslao. Mentre sua figlia mwjwValentina, unica figlia della prima moglie Isabella di Francia, andava in sposa al principe francese mwkaLuigi d'Orleans, gli succedevano i figli di seconde nozze, prima mwkqGiovanni Maria e poi Filippo Maria.
Dopo la nomina di Gian Galeazzo Visconti a duca di Milano, i Visconti affidarono ai letterati di corte la redazione della leggenda relativa alla genealogia familiare, che faceva risalire le origini ad ascendenze mwkwtroiane individuando come capostipite Anglo, figlio di mwlaEnea, a cui venne attribuita la fondazione di mwlqAngeracite-ref-8[8].
Tavola genealogica delle origini
Milano, capoluogo della Lombardia
Le fortune dei Visconti iniziarono nel mwwq1262, quando mwwgOttone Visconti fu nominato mwwwarcivescovo di Milano. La nomina fu piuttosto casuale: Ottone venne infatti nominato da un intervento della curia papale, che per sedare i conflitti interni al capitolo metropolitano, normalmente incaricato della nomina, decise di nominare un esterno. Ottone, che all'epoca era il cappellano del cardinale mwxaOttaviano degli Ubaldini, per oltre 15 anni non poté entrare in città dove era in corso una lotta di potere fra ghibellini e i guelfi guidati dai mwxqDella Torrecite-ref-varese-7-1[7]. La mwygbattaglia di Desio (mwyw1277), in cui le truppe di Ottone sconfissero quelle di mwzaNapoleone della Torre, pose fine alla dominazione torriana e all'indipendenza del comune di Milano; Ottone fece ingresso in città e si insediò.
Nel mwzg1287, in seguito alla distruzione di mwzwCastelsepriocite-ref-15[15] e alla sconfitta dei Della Torre, mw1aMatteo Visconti venne nominato "mw1qCapitano del popolo". Nel mw1g1302 vi fu un breve ritorno del Della Torre durante il quale Matteo Visconti fu esiliato. Nel mw1w1310, approfittando della riconciliazione imposta dalla discesa dell'imperatore mw2aEnrico VII di Lussemburgo, rientrò a Milano e l'anno successivo, forte del titolo di vicario imperiale conferitogli dall'imperatore, riuscì a estromettere definitivamente i Della Torre dando inizio ad un'opera di unificazione della mw2qLombardia proseguita poi dai suoi successori.
L'opera di unificazione fu completata da mw2wAzzone Visconti, figlio di mw3aGaleazzo e nipote di Matteo, che si adoperò per gettare le basi di una struttura che coordinasse politicamente i suoi domini e che accentrasse il potere nelle mani della dinastia.
Nell'anno mw3g1327, con la morte del padre, rimase lui come unico erede ed in opposizione al pontefice, comprò il titolo di vicario di Milano dall'Imperatore mw3wLudovico IV. Nel mw4a1332 al governo del nuovo vicario, si associarono gli zii mw4qLuchino e mw4gGiovanni Visconti, figli di mw4wMatteo, in una sorta di mw5atriumvirato. L'altro zio mw5qLodrisio, rimastone fuori, inscenò invano una serie di congiure per spodestare i tre; quando tutti suoi complici furono arrestati da Azzone (23 novembre mw5g1332), e rinchiusi nelle prigioni di mw5wMonza (dette mw6ai forni), fu costretto a fuggire a mw6qVerona, dove ospite di mw6gMastino II della Scala, tesse una serie di alleanze, tra i quali rientravano gli scaligeri stessi ed il Signore di mw6wNovara Calcino Tornielli, nemico dell'Arcivescovo mw7aGiovanni. Si venne allo scontro decisivo il 21 febbraio mw7q1339 nella mw7gBattaglia di Parabiago, vinta dai mw7wtriumviri.
Dall'iniziale congregazione di città sottoposte al dominio di un unico signore, Giovanni e Luchino, ma soprattutto Gian Galeazzo e mw8qBernabò, tramite un'intensa attività di consolidamento della loro supremazia attuata con il ridimensionamento delle autonomie locali e l'attrazione nella loro orbita delle molteplici piccole signorie rurali crearono una sorta di struttura statuale.
Con Giovanni Visconti, alla metà del mw8wXIV secolo si ebbe la prima grande espansione dei possedimenti della famiglia con la vittoria sui mw9aSignori di Verona (gli mw9qScaligeri) e con la sottomissione addirittura di mw9gGenova e mw9wBolognacite-ref-16[16].
Bernabò e Galeazzo II: due modelli diversi di governo e due corti distinte (Milano e Pavia)
Alla morte dell’mw-garcivescovo Giovanni (1354), il consiglio generale del Comune di mw-wMilano diede mandato a Boschino Mantegazza di conferire la signoria ai nipoti del presule, i quali accettarono, richiedendo però un lodo per ripartire fra i tre i beni ereditari dello zio e lo stesso dominio. A mwaqeBernabò andarono inizialmente due porte di mwaqiMilano, unitamente alle città e alle terre orientali: mwaqmBergamo, mwaqqBrescia, mwaquCremona, mwaqyCrema, mwaqcSoncino, la mwaqgVal Camonica, la Riviera del mwaqkGarda, mwaqoRivolta e mwaqsCaravaggio. A mwaqwGaleazzo spettò la fascia di territorio più occidentale e più vicina ai domini mwaq0sabaudi, con cui tanti legami egli aveva: mwaq4Vercelli, mwaq8Novara, mwaraAlba, mwareAsti, mwariAlessandria, mwarmTortona, mwarqBassignana, mwaruVigevano e mwaryComo. Mentre a mwarcMatteo II spettarono: mwargLodi, mwarkParma, mwaroPiacenza, mwarsBobbio, mwarwBologna, mwar0Pontremoli, mwar4Melegnano, mwar8Monza, mwasaVaprio e mwasePandino (oltre ai contadi della mwasiMartesana e della Bazana). Dopo la morte di mwasmMatteo nel 1355 mwasqBernabò ottenne mwasuLodi, mwasyParma e mwascPandino, mentre mwasgGaleazzo II ebbe mwaskPiacenza, mwasoBobbio, mwassPontremoli e mwaswMonza e le porte di mwas0Milano mwas4Comacina, mwas8Vercellina, mwataGiovia e mwateTicinese, nonché i territori del mwatiSeprio e della Bulgariacite-ref-visconti-bernab-in-dizionario-biografico-17-0[17]cite-ref-18[18]cite-ref-19[19].
mwauaBernabò, che nel 1371 riuscì a conquistare mwaueReggio Emilia, amministrò la giustizia in deroga a statuti e consuetudini, talora in prima persona dal mwauidominus, facendone uno strumento di costruzione del consenso. Inoltre resse il dominio appoggiandosi alla moglie e ai figli, cui affidò il governo di singole comunità e città, riducendo in tal modo al minimo la sua curia. Trattò molto spesso con durezza i mwaumguelfi, favorendo i ghibellinicite-ref-visconti-bernab-in-dizionario-biografico-17-1[17]cite-ref-milan-and-lombardy-in-the-era-medieval-and-early-modern-milan-edizione-gamberini-20-0[20].
mwau0Galeazzo II, dopo la presa di mwau4Pavia, il mwau813 novembre del 1359cite-ref-pavia-dai-beccaria-ai-visconti-sforza-21-0[21]cite-ref-22[22], portò la sua residenza e la sua corte a Pavia. L’impressionante rinnovamento urbanistico cui fu sottoposta la mwavgcittà per ordine di mwavkGaleazzo II a partire dal 1360 appare un piano ben preordinato, intriso di mwavograndeur regia e votato alla valorizzazione della memoria del ruolo di capitale del mwavsRegno longobardo prima e del mwavwRegno d'Italia poi, che mwav0Pavia ebbe fino all'XI secolo. Eredità a cui mwav4Galeazzo II, e in seguito anche il figlio mwav8Gian Galeazzo, voleva richiamarsi, utilizzando soprattutto le memorie della regalità altomedievale che mwawaPavia conservava, al fine di legittimare il suo potere e ponendosi in diretta continuità con i re longobardi e altomedievali. Terminati il cantiere del mwawecastello, nel 1365, mwawiGaleazzo II, forse anche a causa di certi dissapori nei confronti del fratello mwawmBernabò, lasciò mwawqMilano e si trasferì con tutta la sua corte a mwawuPaviacite-ref-pavia-dai-beccaria-ai-visconti-sforza-21-1[21].
Da mwawsPavia mwawwGaleazzo II, caratterizzato da pratiche di governo e ideali completamenti diversi dal mwaw0fratellocite-ref-23[23]cite-ref-politics-vs-law-in-fourteenth-century-milan-the-visconti-and-the-issue-of-tiranny-in-l-oetzel-k-weiand-eds-24-0[24], governò la parte occidentale dei domini viscontei. Il signore, dotato di spiccata cultura (diversamente da mwaxyBernabò che non amò mai circondarsi da intellettualicite-ref-visconti-bernab-in-dizionario-biografico-17-2[17]), non solo ospitò presso la sua corte mwaxsFrancesco Petrarca, ma dotò il proprio mwaxwcastello di Pavia di una importante mwax0biblioteca (poi arricchita dai suoi successori) e fondò, nel 1360, l’mwax4università, la prima di tutto Stato visconteo. Sia lui sia la moglie mwax8Bianca di Savoia patrocinarono la creazione di importanti cantieri, come la mwayachiesa del Carmine o il mwayemonastero di Santa Chiara la Reale e, sempre richiamandosi al sogno regio, dotò il suo mwayicastello di vasto parco (il mwaymparco Visconteo) che doveva rievocare il favoloso giardino del mwayqpalazzo Reale altomedievale e volle essere sepolto nella mwayuBasilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove si trovava la tomba del re longobardo mwayyLiutprandocite-ref-non-iam-capitanei-sed-reges-nominarentur-progetti-regi-e-rivendicazioni-politiche-nei-rituali-funerari-dei-visconti-xiv-secolo-25-0[25].
Gian Galeazzo e il sogno regio visconteo
Il successore di mwazuGaleazzo II, mwazyGian Galeazzo, proseguì con maggiore vigore le idee del padrecite-ref-26[26]. Fino al colpo di mano del 1385, che gli permise, con la deposizione dello zio mwazsBernabò di unificare i domini viscontei, la dinastia fu divisa in due corti: quella di mwazwMilano, dove risiedeva Bernabò, e quella di Gian Galeazzo a mwaz0Pavia. Dopo il 1385 Gian Galeazzo e la sua corte, pur itinerando di continuo tra Pavia e Milano, molto più spesso risiedeva a Paviacite-ref-pavia-dai-beccaria-ai-visconti-sforza-21-2[21], soggiornando volentieri nel mwaaicastello e frequentando il mwaamParco Visconteo, che Gian Galeazzo non solo fece ampliare, ma lo dotò di nuove strutture, al termine del quale si trovava la mwaaqCertosa, il tempio dinastico voluto dal signore. La presenza a Pavia della corte, anche per Gian Galeazzo, aveva un chiaro ruolo simbolico, dato che permetteva ai Visconti di richiamarsi sia ai re mwaaulongobardi che a quelli del mwaayregno d’Italia, legittimando così le loro pretese regiecite-ref-non-iam-capitanei-sed-reges-nominarentur-progetti-regi-e-rivendicazioni-politiche-nei-rituali-funerari-dei-visconti-xiv-secolo-25-1[25]. Con Gian Galeazzo lo Stato Visconteo raggiunse la sua massima estensione: tra il 1387 e il 1389 furono conquistate mwaasVerona, mwaawVicenza, mwaa0Feltre, mwaa4Belluno e, temporaneamente, mwaa8Padova, mentre tra il 1399 e il 1402 il signore estese il suo controllo a mwabaPisa, mwabeSiena, mwabiPerugia, mwabmAssisi e mwabqBolognacite-ref-milan-and-lombardy-in-the-era-medieval-and-early-modern-milan-edizione-gamberini-20-1[20]. Ma soprattutto, richiamandosi al sogno regio del padre, Gian Galeazzo riuscì a trasformare i Visconti in una dinastia ereditaria grazie all'ottenimento nel 1396 del titolo di duca di Milano da parte dell'imperatore mwabkVenceslaocite-ref-politics-vs-law-in-fourteenth-century-milan-the-visconti-and-the-issue-of-tiranny-in-l-oetzel-k-weiand-eds-24-1[24]cite-ref-27[27]. Faceva parte del progetto del signore la creazione (sempre concessa dall'imperatore) della mwacicontea di Pavia (1396) destinata al primogenitocite-ref-28[28], la duplicazione della capitale e delle sedi della corte (Milano e Pavia) e l'istituzione di una struttura burocratica e camerale che raddoppiava le istituzioni milanesi (solo nel tardo Quattrocento gli mwaccSforza tentarono di superare questa dualità, ma nonostante questi tentativi a Pavia restarono archivi, mwacgBiblioteca, reliquie, strutture residenziali cortigiane e l'immenso Parco Visconteo fino alla caduta della dinastia sforzesca). La duplice sede della corte, tra Milano e Pavia, attribuiva a quest'ultima un ruolo distinto, una identità forte e prestigiosa all'interno del dominio e rispetto alle altre città, a scapito della centralità milanese, situazione che rimase anche dopo il 1413, quando mwackFilippo Maria Visconti scelse definitivamente mwacoMilano come sede principale della cortecite-ref-pavia-dai-beccaria-ai-visconti-sforza-21-3[21].
Ducato di Milano
Dopo la morte di Gian Galeazzo nel mwadu1402 il Ducato - che aveva raggiunto la sua massima espansione - passò ai suoi figli mwadyGiovanni Maria e mwadcFilippo Maria, ma il dominio, che Gian Galeazzo aveva messo insieme con ogni sorta di violenze, andò in pezzi, e a mala pena poterono essere conservate le province più vecchie che lo componevano.
La linea Ducale di Milano si estinse nella linea maschile con la morte di Filippo Maria nel mwadk1447 ed il Ducato passò (dopo la breve esperienza della mwadoRepubblica Ambrosiana) a mwadsFrancesco Sforza, il quale aveva sposato la figlia illegittima di Filippo, mwadwBianca Maria. La presa di potere di Sforza fu resa possibile anche grazie ai tumulti che segnarono la caduta della mwad0Repubblica, nei quali ebbe un ruolo di rilievo tra i capi mwad4Gaspare da Vimercate (mwad8Vimercati).cite-ref-29[29] In linea femminile legittima, i Valois-Orleans, quali discendenti di mwaeqValentina Visconti, vantavano seri diritti su Milano, diritti che furono fatti valere da mwaeuLuigi XII di Francia agli inizi del XVI secolo.
Visconti di Modrone
I mwae8Visconti di Modrone discendono da mwafaVercellino Visconti, figlio di Uberto (podestà di Vercelli e Como fra il 1290 e il 1295), fratello di mwafeMatteo I Visconti, signore di Milano.
Da Vercellino discesero Giovanni, la cui linea si estinse con Ottone che fu uno degli uccisori di Giovanni Battista Visconti e Antonio nella cui discendenza sono degni di menzione: Guido marito di Leta Manfredi, governatore di Genova e Cremona sotto mwafmGaleazzo Maria Sforza e padre di Veronica moglie di mwafqFederico Borromeo; Giovanni Battista, marito di Paola mwafuBenzoni, che fu inviato come ambasciatore di Milano presso mwafyCarlo V d'Asburgo nel 1541.
Con decreto del 5 marzo 1813cite-ref-31[31], mwagmNapoleone Bonaparte concede il titolo di mwagqDuca del Regno a mwaguCarlo Visconti di Modrone. Il titolo verrà poi riconfermato pochi anni più tardi dall'imperatore mwagyFrancesco I d'Austriacite-ref-32[32], nuovo sovrano della Lombardia a seguito della caduta di Napoleone. Nel mwags1837, venuto a mancare il duca Carlo, privo di discendenza diretta, titoli e proprietà vennero trasferiti al cugino di secondo grado mwagwUberto, figlio di Gaetano e mwag0Aurelia Gonzaga marito di mwag4Giovanna Gropallo e padre del Duca Raimondo, del Duca (dopo la morte del fratello) mwag8Guido, Carlo, Luigi e Gaetanocite-ref-33[33].
Da Guido discendono gli attuali membri della famiglia. Nel 1937, Vittorio Emanuele III concesse il titolo di Duca di Grazzano Visconti a mwahuGiuseppe, terzo figlio di Guido, per ricompensa il restauro del borgo storico, del mwahycastello di Grazzano e per la promozione dell'artigianato. Al ramo dei Visconti di Modrone appartengono inoltre:
• mwahkUberto Visconti di Modrone, imprenditore
• mwahsMarcello Visconti di Modrone, figlio di Uberto
• mwah8Luchino Visconti di Modrone regista
• Galeazzo Visconti di Modrone
• mwaiiEriprando Visconti di Modrone regista.
Tavola genealogica del ramo ducale
Il più antico noto e sicuro componente della dinastia è Anselmo mwaicVicecomes, vivente nel mwaig1067 e mwaik1075. Ebbe due figli: Arialdo e Marchisio, citati in un documento del mwaio1109 assieme ai parenti (cugini) Ardengo, Anselmo, Alberto, Maraldo, Vifredo. Altri Visconti indicati nei documenti dei secoli XI e XII: Rogelio (mwais1184), Arnoldo (1184), il Console di Giustizia Nazario (nel mwaiw1185, mwai01190, mwai41192), il Rettore Manfredo (mwai81208) e Rogerio mwajaVicecomes di Riziolo Console di Giustizia a Milano nel mwaje1209.
Rami cadetti
I rami cadetti della famiglia Visconti:
• mwaqqSforza
• Visconti di Oleggio Castello
• mwaqgVisconti di Modrone
• mwaqoVisconti Venosta, estinto nel 1947
• Conti di Sesto Calende, II ramo estinto mwaqw1552
• Visconti Borromeo, estinto nel mwaq41564
• Signori e mwaraconti di Busto Arsizio, estinto nel mware1583
• Signori di Groppello, estinto nel mwarm1598
• Marchesi di San Vito dal mwaru1619, estinto dal 1997
• Signori di Albizzate, estinto nel mwarc1633
• Conti di Sesto Calende, III ramo estinto mwark1656
• Marchesi di Turano, estinto nel mwars1672
• Conti di Carbonara, estinto nel mwar01693
• Visconti di Besnate, estinto nel mwar81715
• Conti di Gallarate e Marchesi di Cislago, estinto nel mwase1716
• Conti di Sezze, estinto nel mwasm1716
• Marchesi di San Giorgio, estinto nel mwasg1724
• Marchesi della Motta, estinto nel mwaso1740
• Visconti Borromeo Arese, o Visconti di Brebbia estinto nel mwasw1750
• Signori di Lonate Pozzolo, dal mwas41778
• Marchesi di Borgoratto, estinto nel mwata1787
• Marchesi di S. Alessandro, estinto nel mwati1794
• Conti di Sesto Calende, estinto nel mwato1814
• Conti Visconti Borromeo, estinto nel mwatw1834
• Conti e signori di Fontaneto, estinto nel mwat41887
• Visconti d'Aragona, estinto nel mwauc1895
• Signori di Cassano Magnago, estinto nel mwaukXIX secolo
• Baroni di Ornavasso, estinto nel mwausXX secolo
• Conti di Saliceto, estinto nel mwau01924
• mwau8Visconti di Baratonia
Stemma
«Viene offerto dal comune di Milano a uno della nobilissima stirpe dei Visconti che ne sembri il più degno un vessillo con una biscia dipinta in azzurro che inghiotte un saraceno rosso; e questo vessillo si porta innanzi ad ogni altro; e il nostro esercito non si accampa mai se prima non vede sventolare da un'antenna l'insegna della biscia.
Questo privilegio si dice concesso a quella famiglia in considerazione delle vittoriose imprese compiute in Oriente contro i saracini da un Ottone Visconti valorosissimo uomo.»
(Bonvesin de la Riva, De magnalibus urbis Mediolanicite-ref-62[62])
Secondo il libro mwawaStoria di Milano (mwawe1945) di Alessandro Visconti, lo stemma dei Visconti fu in origine uno dei vessilli del Comune di mwawiMilano: era una mwawmbandiera bianca che riproponeva in azzurro il mwawqserpente di Mosè della mwawubasilica di Sant'Ambrogio. A seguito della crociate vi posero l'insegna di un mwawysaraceno sanguinantecite-ref-63[63].
In molti dimostrabili esempi la stessa iconografia risale al tardo impero romano ed è prodotto della nuova fede cristiana che, come simbolo di resurrezione e profezia, adoperano l'immagine di mwawwGiona, che nell'mwaw0Antico e nel mwaw4Nuovo Testamento viene ingoiato e, dopo tre giorni, vomitato da un grande pesce, raffigurato dagli artisti dell'epoca come un mwaw8biscione.
Il poeta mwaxeforlivese mwaxiGiacomo Allegretti, nel mwaxmXIV secolo, scrisse un mwaxqcarme sulla "bissa milanese", cioè il serpente - "Biscione" (mwaxu ? ). Nello stemma dei Visconti il mwaxyDrago - mostro, è mostrato forse non più aggressivo .
Una ipotetica leggenda popolare vuole che il Drago sia stato aggiunto allo stemma di famiglia dopo che un esponente della famiglia Visconti, avendo trovato una vipera o altro serpente nell'elmo, senza scomporsi l'abbia presa con la mano e gettata lontano senza venire morso da questacite-ref-64[64], o che lo abbia strappato a un saraceno, o che raffiguri il drago mwaxwTarantasio.
Alcuni esempi dello stemma della famiglia Visconti raffiguranti il Drago - serpentemwax4 :
Dimore
Delle dimore costruite ed abitate dai Visconti, si ricordano in particolare:
• mwa3qCastello Sforzesco a mwa3uMilano
• mwa3cCastello Visconteo a mwa3gPavia
• mwa3oCastello di Mirabello
• mwa3wCascina Boscaiola, tenuta da caccia a mwa30Milano
• mwa38Castello Visconteo ad mwa4aAbbiategrasso
• mwa4iCastello Visconteo a mwa4mBelgioioso
• mwa4uCastelgrande a mwa4yBellinzona
• mwa4gCastello di Bereguardo
• mwa4oPalazzo Visconti a mwa4sBrignano Gera d'Adda
• mwa40Castello Visconteo a mwa44Legnano
• mwa5aCastello Visconteo a mwa5eLocarno
• mwa5mCastello Visconteo a mwa5qLodi
• mwa5yCastello di Massino Visconti a mwa5cMassino Visconti
• mwa5kCastello di Novara a mwa5oNovara
• mwa5wCastello di Pagazzano a mwa50Pagazzano
• mwa58Castello di Lardirago
• mwa6eCastello Visconteo a mwa6iSomma Lombardo
• mwa6qPalazzo Visconti a mwa6uTaranto
• mwa6cCastello Visconteo a mwa6gVercelli
• mwa6oCastello di Grazzano Visconti a mwa6sVigolzone
• mwa60Castello Visconteo a mwa64Voghera
Galleria di ritratti
Carte da gioco Visconti
I mazzi Visconti-Sforza sono mazzi di Tarocchi risalenti al XV secolo che hanno dato, con ogni probabilità, origine ai mazzi classici e in particolare alla variante marsigliese dalla quale deriva gran parte dei Tarocchi moderni.
Biblioteca visconteo sforzesca
Nel mwbcecastello di Paviacite-ref-65[65], sede della corte di mwbcyGaleazzo II prima e di mwbccGian Galeazzo poi, il primo duca di Milano cominciò a radunare diversi fondi librari, alcuni di provenienza familiare, come i manoscritti dello zio mwbcgBernabò, altri requisiti a personaggi caduti in disgrazia, altri ancora frutto di bottini di guerra, come i manoscritti predati ai mwbckCarraresi nel 1388, all'interno dei quali vi erano ben 30 codici appartenuti a mwbcoFrancesco Petrarca.La mwbcsbiblioteca fu poi accresciuta dai suoi successori, che fecero realizzare libri anche per l'educazione dei figli (la corte Viscontea fu una delle prime in cui si insegnò la grammatica greca). La corte dei Visconti e degli mwbcwSforza si avvaleva di copisti e miniatori di grande qualità, come mwbc0Giovannino de' Grassi, mwbc4Michelino da Besozzo, mwbc8Belbello da Pavia, mwbdaCristoforo e mwbdeAmbrogio de Predis e mwbdiGiovanni Pietro Birago. La biblioteca era custodita nella torre sud-ovest del mwbdmcastello, dove, accanto ai preziosi volumi, vi erano anche diverse reliquie, collezioni di mirabilia della natura, come il "corno di unicorno", il grande mwbdqorologio-astrario realizzato nel Trecento da mwbduGiovanni Dondi, medico di corte e professore presso l'mwbdyuniversità di Pavia, e parte dei documenti dell'archivio Visconteo. A fine Quattrocento la biblioteca contava oltre 900 manoscritti miniati. Nel 1499, in seguito alla conquista del mwbdcducato di Milano, il re di Francia mwbdgLuigi XII portò la mwbdkbiblioteca in Francia. Attualmente presso la mwbdoBiblioteca nazionale di Francia si conservano circa 400 codici provenienti dalla mwbdsbiblioteca Visconteo-Sforzesca, mentre altri (tra cui il preziosissimo codice di mwbdwVirgilio, con miniature di mwbd0Simone Martini, appartenuto al mwbd4Petrarca e ora conservato nella mwbd8biblioteca Ambrosiana di Milano) sono presenti in diverse bibliotece italiane, europee e statunitensicite-ref-66[66]cite-ref-67[67].
Membri principali
Molti membri dei Visconti hanno ricoperto e ricoprono tuttora ruoli di rilievo come: architetti, archeologi, arcivescovi, cardinali, registi, attori, condottieri e militari, poeti, pittori, sportivi e cantanti
Note
cite-note-11. "Non violerò le tradizioni del mwbfibiscione", mwbfmLuigi Ferrario, mwbfqBusto Arsizio - Notizie storico-statistiche, 1864, Tipografia Sociale, p. 148
cite-note-22. ↑ mwbfgmwbfkmwbfoStoria della Cittadella e quello che hanno fatto i Visconti in Città Alta, su mwbfsbergamopost.it, Bergamo post. mwbfwURL consultato il 7 agosto 2017.
cite-note-autogenerato4-33. ↑ mwbgaLuigi Simeoni, mwbgemwbgiVISCONTI, in mwbgmEnciclopedia Italiana, Treccani, 1937.
cite-note-44. ↑ mwbgcmwbggGerolamo Biscaro, mwbgkI maggiori dei Visconti, signori di Milano, Tip. editrice L.F. Cogliati, 1911.
cite-note-55. ↑ mwbg0mwbg4mwbg8Archivio di Stato di Milano. Visconti., su mwbhaarchiviodistatomilano.beniculturali.it. mwbheURL consultato il 21 aprile 2019 mwbhi(archiviato dall'mwbhmurl originale l'11 giugno 2021).
cite-note-66. ↑ mwbhcCharles-Louis Richard; Jean Joseph Giraud, mwbhgBiblioteca sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche, vol.mwbhk 13, Ranieri Fanfani, 1835, p.mwbho 301.
cite-note-varese-77. ↑ mwbiiCarlo Varese, mwbimTorriani e Visconti, scene casalinghe, pubbliche e storiche della vita milanese nel secolo XV, Milano, ved. di A. F. Stella e Giacomo figlio, 1839.
cite-note-88. ↑ Nel manoscritto mwbicElogio funebre di Gian Galeazzo Visconti si trova una miniatura di mwbigMichelino da Besozzo che ben illustra la leggenda dell'ascendenza della famiglia Visconti.
cite-note-01ret-103. Rettore della mwbjmLega Lombarda
cite-note-125. "De Sarono".
cite-note-136. mwbkaVescovo di Vercelli.
cite-note-147. "De Olegio".
cite-note-1515. ↑ Battaglia in seguito alla quale Ottone pronunciò il proclama: mwbkcCastrum Seprum destruatur, et destructum perpetuo teneatur et nullus audeat vel praesumat in ipso Monte habitare («Castel Seprio sia smantellato e perpetuamente tenuto tale, né alcuno osi o presuma di potervi ancora abitare») che fu rispettato fino al 1786.
cite-note-1616. ↑ mwbksmwbkwmwbk0DA LUCHINO A GIOVANNI: GLI ESERCITI DELLA GRANDE ESPANSIONE (1339- 1354), su mwbk4academia.edu.
cite-note-visconti-bernab-in-dizionario-biografico-1717. ↑ mwblymwblcmwblgVISCONTI, Bernabò in "Dizionario Biografico", su mwblktreccani.it. mwbloURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-1818. ↑ mwbl4mwbl8mwbmaVISCONTI, Galeazzo in "Dizionario Biografico", su mwbmetreccani.it. mwbmiURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-1919. ↑ mwbmymwbmcmwbmgViscónti, Matteo II nell'Enciclopedia Treccani, su mwbmktreccani.it. mwbmoURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-milan-and-lombardy-in-the-era-medieval-and-early-modern-milan-edizione-gamberini-2020. ↑ mwbna(mwbnemwbniEN) Andrea Gamberini, mwbnmmwbnqMilan and Lombardy in the era of the Visconti and of the Sforza, in mwbnuA Companion to Late Medieval and Early Modern Milan, ed. A. Gamberini, Leiden. mwbnyURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-pavia-dai-beccaria-ai-visconti-sforza-2121. ↑ mwboa(mwboemwboiEN) Maria Nadia Covini, mwbommwboqPavia dai Beccaria ai Visconti-Sforza. Metamorfosi di una città, in Le subordinazioni delle città comunali a poteri maggiori in Italia dagli inizi del secolo XIV all’ancien régime. Risultati scientifici della ricerca, a cura di M. Davide, CERM, Trieste 2014, pp. 46-67. mwbouURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-2222. ↑ mwbok(mwboomwbosEN) Fabio Romanoni, mwbowmwbo0"Come i Visconti asediaro Pavia". Assedi e operazioni militari intorno a Pavia dal 1356 al 1359, in "Reti Medievali- Rivista", VIII (2007).. mwbo4URL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-2323. ↑ mwbpi(mwbpmmwbpqEN) mwbpumwbpyTra maiestas imperii e maiestas Domini: il vicariato composito di Galeazzo II Visconti (1354-1378) | Federica Cengarle - Academia.edu, su mwbpcacademia.edu. mwbpgURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-politics-vs-law-in-fourteenth-century-milan-the-visconti-and-the-issue-of-tiranny-in-l-oetzel-k-weiand-eds-2424. ↑ mwbp4(mwbp8mwbqaEN) Andrea Gamberini, mwbqemwbqiPolitics vs Law in Fourteenth Century Milan: the Visconti and the Issue of Tiranny, in L. Oetzel, K. Weiand (eds.), Defizitäre Souveräne: Herrscherlegitimationen im Konflikt, Frankfurt am Main 2018, pp. 25-46.. mwbqmURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-non-iam-capitanei-sed-reges-nominarentur-progetti-regi-e-rivendicazioni-politiche-nei-rituali-funerari-dei-visconti-xiv-secolo-2525. ↑ mwbqk(mwbqomwbqsEN) Piero Majocchi, mwbqwmwbq0Non iam capitanei, sed reges nominarentur: progetti regi e rivendicazioni politiche nei rituali funerari dei Visconti (XIV secolo), in mwbq4“Non iam capitanei, sed reges nominarentur: progetti regi e rivendicazioni politiche nei rituali funerari dei Visconti (XIV secolo)”, in Courts and Courtly Cultures in Early Modern Italy and Europe. Models and Languages, Atti del Convegno, ed. S. Albonico, S. Romano, Viella, pp. 189-206.. mwbq8URL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-2626. ↑ mwbrm(mwbrqmwbruEN) Federica Cengarle, mwbrymwbrcI Visconti ed il titolo ducale: qualche riflessione, in mwbrgLa naissance du duché de Savoie (1416), L. Ripart, C. Guilleré, P. Vuillemin (éd.), Chambéry, LLSETI. mwbrkURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-2727. ↑ mwbr0(mwbr4mwbr8EN) Federica Cengarle, mwbsamwbseA proposito di dominio naturale: echi europei nel discorso per lmwbsi'incoronazione ducale di Gian Galeazzo Visconti (1395), in mwbsmReti Medievali Rivista, 21/1. mwbsqURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-2828. ↑ mwbsgmwbskmwbsoGIAN GALEAZZO Visconti, duca di Milano in "Dizionario Biografico", su mwbsstreccani.it. mwbswURL consultato l'8 maggio 2021.
cite-note-2929. ↑ mwbtamwbtemwbtiVIMERCATI, Gaspare - Enciclopedia, su mwbtmTreccani. mwbtqURL consultato il 30 luglio 2025.
cite-note-3030. ↑ L'asilo infantile. 100 anni di storia: dai Visconti alla Scuola d'Infanzia, a cura dell'Associazione Storico-Culturale S. Agostino di Cassago Brianza, Annone, Grafiche Riga, 2003, pp. 106-10, 112-36.
cite-note-3131. ↑ Archivio di Stato di Milano
cite-note-3232. ↑ Archivio di stato: titoli riconosciuti con sovrana risoluzione austroungarica del 27 novembre 1816.
cite-note-3333. ↑ mwbuemwbuiPompeo Litta, mwbumVisconti, in mwbuqmwbuuFamiglie celebri italiane, 1823.
cite-note-359. Signore di Massino, console di giustizia di Milano (mwbve1266).
cite-note-3711. Gaspare Visconti fu il capostipite dei seguenti rami viscontei: signori di Cassano Magnago (est. nel mwbvoXIX secolo); signori di Ierago (est. nel mwbvs1715); visconti di Besnate (est. nel mwbvw1715); visconti di Crenna (est. nel mwbv01722); signori di Groppello (est. nel mwbv41598); conti di Carbonara (est. nel mwbv81693); conti e signori di Fontaneto (est. nel mwbwa1887); signori di Albizzate (est. nel mwbwe1633); Visconti Borromeo, conti di Fagnano (est. nel mwbwi1564); Visconti Borromeo Arese, conti di Brebbia (est. nel mwbwm1750).
cite-note-3812. Detto mwbwcil Pico.
cite-note-3913. Conte di mwbwsMaccagno.
cite-note-4014. Signore di Arona
cite-note-4115. Di Sassello e del Logudoro.
cite-note-4317. Zaccarina (*mwbxw1295 †mwbx01328), sposa Ottone Rusconi (*? †?); Agnese (*? †?), sposa mwbx4Cecchino della Scala (*? †?); Achilla (*? †?), sposa Guglielmo della Pusterla (*? †?); Antonio (*? † post mwbx81339), mwbyafiglio naturale, si distinse nella mwbyebattaglia di Parabiago (cfr Giulini, Memorie, vol. V, p. 261).
cite-note-4721. Patrizio Genovese, dei Signori di Busalla (1239), di Isola del Cantone (1256), di Arquata Scrivia (1313), di Tassarolo (1367), in seguito chiamati Spinola di Luccoli.
cite-note-4822. Gemello di Giovanni (cfr. Giulini, mwbzoMemorie, vol. V, p. 334).
cite-note-4923. Figlia del mwbz4doge di Genova mwbz8Simone Boccanegra.
cite-note-5024. Di Firenze.
cite-note-5125. (III) Orsina (*1343 †?), sposa Balzarino Pusterla (*? †?); (III) Giovanni (*mwbay1346 †?), gemello di mwbacLuchino Novello (cfr. Giulini, mwbagMemorie, vol. V, p. 334); tre figli naturali: Brizio (*? †mwbak1356), signore di mwbaoTortona (mwbas1347-mwbaw48), podestà di mwba0Lodi (mwba41339-mwba844); Borso (*? †?); Forestino (*? †?).
cite-note-5226. Podestà di mwbbmNovara.
cite-note-5327. Da Vercellino discesero i seguenti rami viscontei: marchesi di San Vito (creati marchesi nel mwbbc1619, estinti); marchesi della Motta (est. nel mwbbg1740); signori di Busto (est. nel mwbbk1564); signori di Lonate Pozzolo (dal mwbbo1778 marchesi e dal mwbbs1813 mwbbwduchi di Modrone, esistenti). Il regista mwbb0Luchino Visconti ed mwbb4Eriprando Visconti furono esponenti del ramo dei duchi di Modrone.
cite-note-5428. Da Giovanni discesero i seguenti rami viscontei: conti di Gallarate e marchesi di Cislago (est. nel mwbci1716); marchesi di Turano (est. nel mwbcm1672); conti di Sesto Calende (est. nel mwbcq1814); visconti d'Aragona Marchesi d'Invorio (est. nel mwbcu1895); conti di Sesto Calende (secondo ramo est. nel mwbcy1552); conti di Sesto Calende (terzo ramo est. nel mwbcc1656); Baroni di Ornavasso (est. nel mwbcgXX secolo); marchesi di S. Alessandro (est. nel mwbck1794).
cite-note-5630. Caterina (*? †?), sposò Giovanni Corti (*? †?); Maddalena (*? †?); Orsina (*? †?), sposò Erasmo Trivulzio (*? †?); Isabella (*? †?), sposò Galeotto Brancaleoni (*? †?); Maria (*? †?), sposò Francesco Guidi (*? †?).
cite-note-5933. Figlia naturale, nata da mwbeyAgnese del Maino.
cite-note-6060. ↑ Un altro ramo dei Visconti di Massino è ancora esistente.
cite-note-6161. ↑ mwbe0mwbe4mwbe8Visconti di Brignano, famiglia (fine sec. XIV - 1892), su mwbfalombardiabeniculturali.it. mwbfeURL consultato il 28 agosto 2017.
cite-note-6262. ↑ mwbfumwbfymwbfcLo strano stemma dei Visconti, su mwbfgmilano.corriere.it mwbfk(archiviato dall'mwbfourl originale il 9 febbraio 2012).
cite-note-6363. ↑ Alessandro Visconti, mwbf4Storia di Milano, 1945, p. 273
cite-note-6464. ↑ mwbgiDario Scaricamazza, mwbgmmwbgqIl Biscione dei Visconti. La Lipsanoteca di Brescia e l'invenzione araldica, Milano, 2023.
cite-note-6565. ↑ mwbggmwbgkmwbgoLa Biblioteca Visconteo Sforzesca, su mwbgscollezioni.museicivici.pavia.it.
cite-note-6666. ↑ mwbg8mwbhamwbheLa Biblioteca Visconteo Sforzesca, su mwbhicollezioni.museicivici.pavia.it. mwbhmURL consultato il 6 marzo 2019.
cite-note-6767. ↑ mwbhc(mwbhgmwbhkEN) Maria Grazia Albertini, mwbhomwbhsNOTE SULLA BIBLIOTECA DEI VISCONTI E DEGLI SFORZA NEL CASTELLO DI PAVIA. mwbhwURL consultato il 6 marzo 2019.
Bibliografia
• mwbiaGerolamo Biscaro, I maggiori dei Visconti, signori di Milano, in Archivio storico lombardo, serie quarta, vol. 16, 1911, pp. 213-248.
• Pompeo Litta, mwbiiFamiglie celebri italiane, mwbimVisconti di Milano, Milano, 1823.
• C. mwbiuPompeo Litta, mwbiyRitratti dei Visconti signori di Milano con le loro vite, tratte dalla Storia delle Famiglie celebri Italiane, Milano, 1823.
• mwbigVite dei Dodeci Visconti che Signoreggiarono Milano descritte da Monsignor Paolo Giovio Vescovo di Nocera, Milano, Casa di Gio. Battista Bidelli XDCXLV.
• Paolo Pacca, mwbioLe grandi famiglie d'Europa, I Visconti, Mondadori 1972.
• Maria Bellonci, Gian Alberto dell'Acqua, mwbiwI Visconti a Milano, mwbi0Carlo Perogalli, Edizioni Cariplo 1977.
• mwbi8Guido Lopez mwbjaI signori di Milano: dai Visconti agli Sforza, Roma 2003 ISBN 978-88-541-1440-1.
• Luigi Barnaba Frigoli, mwbjmLa Vipera e il Diavolo, edizioni Meravigli, Milano 2013 ISBN 978-88-7955-294-3.
• Bernardino Corio, mwbjyStoria di Milano, riveduta e annotata da Butti e Ferrario, Vol. 2, Milano 1856.
• mwbjgMaria Bellonci, Tu vipera gentile, Milano, Mondadori, 1973.
• citerefambrogio-filippiniAmbrogio Filippini, I Visconti di Milano nei secoli XI e XII. Indagini tra le fonti, Trento, Tangram Edizioni Scientifiche, 2014, ISBN 978-88-6458-096-8.
• Dario Scaricamazza, mwbjsIl Biscione dei Visconti. mwbjwLa Lipsanoteca di Brescia e l'invenzione araldica, Preprint, 2023.
Voci correlate
• mwbkqMilano
• mwbkyDucato di Milano
• mwbkgDuomo di Milano
• mwbkoCastello Visconteo
• mwbkwPavia
• mwbk4Certosa di Pavia
• mwblaParco Visconteo
• mwbliAssedio di Pavia (1359)
• mwblqLombardia
• mwblyDella Torre
• mwblgSforza
• mwbloStoria di Milano
• mwbl4Signori e Duchi di Milano
• mwbmaLomellina
• mwbmiSartirana Lomellina
• mwbmqBattaglia di Desio
• mwbmyBattaglia di Parabiago
• mwbmgBattaglia di Casalecchio
• mwbmoCappella dei Visconti nella chiesa milanese di mwbmsSant'Eustorgio
• mwbneEriprando Visconti, regista
• mwbnmLuchino Visconti, celebre regista
• mwbnuAllegra Agnelli, filantropa, figlia di Anna Visconti di Modrone
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Visconti
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaVisconti, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdss(IT, DE, FR) Visconti, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Visconti Family, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwbn4Albero genealogico, su genealogy.euweb.cz.
• I mwboaVisconti su storiadimilano.it